Blog

DPO.jpg

GDPR: AAA cercasi 750 mila Data Protection Officer in tutto il mondo

Del GDPR stiamo discutendo in lungo e largo, e appurato che L'Italia è cresciuta moltissimo sulla questione digitale, e se consideriamo che oggi ci attestiamo al terzo posto in Europa  per capacità industriali, la situazione risulta essere vantaggiosa anche per la questione legata da quello che avverrà dal 25 maggio in poi.
Se da una parte come un mantra, stiamo ben metabolizzando e fagocitando le questioni più importanti circa il GDPR, poco (e male) si sta parlando del massiccio numero di nuove figure che serviranno alle aziende per rappresentare i propri marchi sulla protezione dati.
Del GDPR ribadiamo nuovamente i 7 punti focali sui quali si muoverà il tessuto della regolamentazione:
1. riguarda tutte le aziende
2  amplia la definizione di dato personale
3  rafforza le norme per ottenere un consenso valido all’uso di informazioni personali
4  rende obbligatoria la nomina del DPO nella PA e nelle imprese (quindi più posti di lavoro)!
5  introduce l’obbligo del Privacy impact assessment
6  introduce termini comuni per la notifica dei data breach
7  introduce il diritto all’oblio

Concentrandoci sul punto 4, la questione diventa alquanto interessante: tra le varie nuove regole imposte dal GDPR alle società che raccolgono e trattano dati personali, c'è appunto quella di nominare obbligatoriamente
un Data Protection Officer, una persona in sostanza preposta alla protezione dei dati, indispensabile sia nel caso in cui la società sia pubblica, sia se tra le sue mansioni ci sia l'elaborazione dati in larga scala.
Una recente analisi della International Association of Privacy Professionals ha stimato che vi sarà una richiesta di circa 750 mila figure di questo tipo in tutto il mondo. 
Oltre all'opportunità che il GDPR offre al mondo delle imprese, alla crescita culturale, altro tassello  funzionale va ad aggiungersi allo stravolgimento cui stiamo assistendo.
Affrontiamo il cambiamento digitale con maturità vedendo nei processi di sicurezza informatici un trampolino di sviluppo  epocale,  puntando anche su nuove figure professionali. 



Pubblicato da Giovanni Aragona in data 23/02/2018