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L'importanza della protezione dei dati secondo il garante della privacy

Si fa un gran parlare in questi giorni della questione GDPR, si parla poco (e male) di quanto sia importante acquisire una vera cultura della protezione dei dati.

Secondo l'ultimo rapporto presentato da Accenture, l’Italia è tra i dieci Paesi al mondo più colpiti dai crimini informatici: nell’ultimo anno, i costi del cybercrime sono cresciuti del 23% rispetto all’anno precedente.

Molti i settori coinvolti, ma quelli finanziari ed energetici risultano i più colpiti.

Quasi due anni fa, per arginare il fenomeno venne varato il Regolamento europeo 2016/679, nato con l’obiettivo di sviluppare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, ma anche di realizzare un “clima di fiducia per lo sviluppo dell’economia digitale in tutto il mercato interno”, promuovendo “la certezza giuridica e operativa tanto per le persone fisiche quanto per gli operatori economici e le autorità pubbliche”.

L'articolata trama del regolamento, oltre a focalizzare il suo raggio d'attenzione su un necessario adeguamento tecnologico, gettava delle basi sulla questione preventiva e precauzionale. 

Un’essenziale innovazione è costituita dall'introduzione  del responsabile della protezione dati (Rpd), che assolve anche una funzione preventiva, nella misura in cui orienta l’organizzazione aziendale verso modelli virtuosi dal punto di vista della protezione dati, sensibilizzando e formando il personale, sorvegliando sullo svolgimento della valutazione d’impatto e cooperando con l’autorità.

Oltre a queste competenze, il garante ne ha consigliato la designazione anche al di fuori dei casi di obbligatorietà (Pubbliche amministrazioni e titolari che svolgano trattamenti di dati sensibili su larga scala o inerenti il controllo sistematico degli interessati). 

Lo stesso presidente nazionale di GDPR, Antonello Soro, ha posto l'accento su come oggi sia fondamentale determinare una vera  “cultura della privacy” , necessaria per promuovere, a un tempo, sviluppo economico e libertà, efficienza amministrativa e dignità della persona.

 



Pubblicato da Giovanni Aragona in data 26/01/2018